"Dellamorte Dellamore"
La morte! La Morte! La morte che arriva!
La morte rognosa, la morte lasciva,
la morte che dona, la morte che prende,
la morte che ruba, la morte che rende,
la morte che danza, la morte che sta,
la morte che viene, la morte che va,
la morte che vive la, la morte che muore.
La morte! La morte! La morte e l'amore!
Ciò ch'è unito in Terra, morte toglierà,
ciò che sembra amore, vanità di vanità,
e prima del tempo che sembra svanire
anche se non la vedi la senti venire,
quando sei dentro di lei e tu lo racchiudi,
ed è quel momento che tu e tu t'illudi.
Verrà la morte e toglierà il legame,
così sottile e forte, così bello e infame.
E tu dottore, che conosci bene il male,
ma la tua mente vuota no non vale
a preveder da chi, da chi tu sarai morso,
a chi ha male vai a dar soccorso.
E vano é colui che gran tesori e fiero
coglie e raccoglie dentro il suo mistero,
ché la morte verrà col suo dolore
e avvolgerà sua mente in gran fulgore.
Ma viene il tempo che la morte è triste,
ché la morte più di tanto non resiste,
e vede che ritorna amore amore
e sente che batte ancora il cuore il cuore.
Allora cessa attonita di danzare in tondo
e finge di dormire sopra il mondo,
e tanto finge che davvero s'addormenta
e sembra invero che non veda e senta.
E dopo aver dormito è stanca e triste,
vuole ridere ancora e veder cose mai viste.
Si mette una maschera ch'è uguale al viso suo
e che assomiglia spaventosamente al tuo.
E si mostra e gira tra la gente idiota
che ride anch'essa e scorda che la ruota
gira sempre e sempre e gioca e gioca e gioca,
e pensa sua paura esser poca.
La morte di pietra, la morte di neve,
la morte che viene con passo lieve,
ma per averla dovrai lottare,
vivere ancora, e ancora respirare.
Perch'è un amante che non si dà a tutti,
non conta che sian belli oppure brutti:
può darsi a un altro, ma un attimo appena,
e anche allora ti pensa, e t'incatena.
La mort l'è me padar, la mort l'è me madar,
che giamò siè purtà via, tamme un ladar,
e qual ca vegna dop l'è un quaicos da gnent,
che tant l'è gnut prima e 'l gnarà ummò par tanta gent.
Sa go da fa, sto chi a spetà, 'l so no,
e magn e bev ummò, e dorm e cerc de pensà no,
ma ghè di occ chi 'm vardan, i occ di donn,
c'am par d'es ummò viv, e 'm par d'es ummò un om.
E chi è colui così gagliardo e forte
che possa vivere senza poi morire,
e da colei ch'è tutto, Madonna Morte,
l'anima sua possa far fuggire?
Corri corri, e vai all'orizzonte,
che non sembra poi, non sembra poi distante,
corri corri, corri finchè finchè,
corri ma la morte corre forte più di te.
E la morte, la morte, dolcissima e amara,
la morte che cerchi nella notte chiara,
che cerchi per dirle quanto l'ami ancora,
che eri andato via ma di nuovo sei qui ora,
perchè non puoi stare lontano da lei
e le dici piangendo: io per te morirei,
e che sei il suo schiavo, e che lei è sovrana,
la morte, la morte, la morte puttana.
A volte l'inganni, posando la testa,
chiudendo gli occhi e calmando la tempesta,
e la vedi smarrita, che non sa più che fare,
se ti deve prendere, oppure lasciare.
E' un attimo prima del sonno , del sonno,
un attimo prima che finisca il mondo,
e quell'attimo allora fallo durare,
che duri per sempre, che non debba passare.
La morte! La morte! La morte che arriva!
La morte schifosa, la morte lasciva,
la morte che vola, la morte normale,
che cela nel mondo pietosa ogni male,
la morte che vive, la morte che muore,
la morte, la morte, la morte e l'amore
che aspettano insieme il grande giudizio,
e non hanno mai fine, non hanno mai inizio.
La morte, la morte, la morte furiosa,
la morte maligna, la morte pietosa,
la morte sicura, la morte carogna,
la morte che ha il muso di un topo di fogna,
la morte trionfante, la morte gloriosa,
la morte che arriva, la morte mia sposa,
la morte che danza, la morte civetta,
la morte, la morte, la morte che aspetta...